Cosa ci fa un gabbiano in una città senza mare?

Al minuto 7 di questa piacevole intervista di Fabio Fazio a Gabriele Salvatores il regista concede alcune efficaci considerazioni sulla città di Milano. Tutto parte da una scena del suo nuovo film Happy family (da vedere, il gioco narrativo da cui prende corpo la sceneggiatura promette davvero bene!!!): un gabbiano che vola tra i palazzi in una giornata di sole. Ma che ci fa un gabbiano in una città senza mare? Alla domanda nel film qualcuno risponde “sarà perchè ci sono le discariche”… o perché seguono il naviglio…

Seguono dieci minuti in cui, su richiesta del presentatore, Salvatores fa un vero e proprio tributo a Milano. Con poche ma efficaci immagini descrive l’intimità del capoluogo lombardo.

– Milano è una città di interni. Come dice il detto “l’interno per i padroni l’esterno per i padroni”, così accade che in città il verde c’è, ma è nascosto nei palazzi, nei cortili interni. Come al solito, sottolinea Fazio: ciò che è privato è bello ciò che è pubblico è brutto.

– L’unica città che ha una stazione che dall’esterno sembra un teatro e un teatro che che dall’esterno sembra una stazione.

– Alla stazione centrale arrivano ogni ora 70-80 treni per tutto il giorno, tranne tra le 10 e le 11 e un quarto di mattina. In quest’ora tutto si sospende per qualche minuto e la stazione si svuota. Non arrivano più i treni dei pendolari e non ci sono ancora le corse per le lunghe tratte.

– Quando nevica la città si ferma e tutto è sotto sopra… per le strade tutti diventano magicamente più gentili.

Poche e sintetiche osservazioni sulla città, dagli occhi di un osservatore attento come quello di un regista. Per girare il film Salvatores ha preso ispirazione da Petrus: nel film spuntano alcuni suoi quadri